I cortometraggi in sala, prima del film.

 

28 dicembre 1895.

Si accomoda in sala il primo pubblico pagante della storia del cinema. In quell’istante, nasce la cinematografia intesa come proiezione in sala di una pellicola stampata. In questi primissimi anni del cinématographe, tutte le opere dei fratelli Lumiére, di Griffith, di Mélies, Pathé, Zecca, Sennett erano dei cortometraggi: una scelta artistica, stilistica, nonché tecnica.

Nei decenni successivi molti registi, Truffaut su tutti, hanno utilizzato questo formato per sperimentare ma la tendenza è sempre stata quella di considerare il cortometraggio come il precursore del lungometraggio: superato e, in una certa misura, un’opera incompiuta.

2017.

Sono passati ben 122 anni da quel giorno ed il cortometraggio ha iniziato una seconda vita. Lo testimoniano i grandi concorsi cinematografici (Berlino, Cannes, Venezia) ed i grandi concorsi nazionali ed internazionali: Corto Imola Festival, Arcipelago a Roma, Filmvideo a Montecatini, Clermont Ferrand in Francia. Il cortometraggio è un’opera compiuta, un luogo in cui scoprire talenti, un trampolino da cui partire per costruire qualcosa di più grande: una Cultura cinematografica.

Nel futuro.

Artex film vuole essere protagonista della rinascita di questa cultura, contribuendo alla diffusione del cortometraggio che, diversamente dal lungometraggio, deve essere considerato come la madre di tutte le storie.

 

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