Cerchiamo di fare ordine sul significato del termine “cortometraggio” che, da troppi anni, viene considerato come un genere “minore” rispetto al lungometraggio.
In questo articolo vi spieghiamo la nascita del cortometraggio, il suo significato intrinseco, perché non è da considerare un genere minore rispetto al film ed anche qualche dritta su dove trovare in rete cortometraggi famosi, i cortometraggi da vedere assolutamente, i cortometraggi migliori e… anche quelli distribuiti da Artex Film, ovviamente.

 

Il cortometraggio è solo un film corto?

Una domanda che può sembrare banale la cui risposta, però, non sempre è scontata. Siamo sicuri che per molti di voi è un film di una durata compresa fra i 20 ed i 30 minuti: vi diciamo subito che, in realtà, un corto in Italia può durare per la legge fino a 75 minuti. Può avere carattere narrativo, documentaristico, sociale, sperimentale, d’animazione…il tutto condensato in pochi minuti. Durante le nostre interviste è emerso che per molti il cortometraggio è l’equivalente di un racconto rispetto al romanzo, confermando il ritorno costante del dualismo corto-lungo. 

 

Se la vostra mente associa la parola cortometraggio a “film breve”,
allora siete già sulla buona strada.
Ma definire il cortometraggio solo in questi termini è riduttivo
e non restituisce il valore culturale ed artistico che questo particolare
prodotto cinematografico è in grado di offire.

 

Dove nasce e come si sviluppa nel tempo il cortometraggio?

Negli anni in cui è nato il cinema, infatti, le opere dei fratelli Lumierè, di Méliès, di Griffith, Pathé, Zecca, Pastrone, Sennett erano tutti cortometraggi, sia a causa di un fattore tecnico – le pellicole a loro disposizione, la mancanza del sonoro, le bobine, erano appunto fisicamente corte e quindi consentivano di filmare per pochi minuti – sia per una scelta stilistica: il lungometraggio, come noi lo conosciamo nella forma moderna, ancora doveva svilupparsi.

Sin dalla nascita del mezzo cinematografico, il cortometraggio è stato il genere comunicativo utilizzato da tutti gli sperimentatori del nuovo media per esplorare le innumerevoli possibilità della nascente tecnologia e tecnica cinematografica. Quei 35 secondi che nel 1896 indussero gli spettatori ad abbandonare di corsa la stanza furono quindi sufficienti per cambiare per sempre la storia: stiamo parlando del più famoso cortometraggio nella storia, ovvero L’Arrivée d’un train en gare de la Ciotat – Arrivo di un treno nella stazione di La Ciotat – dei Fratelli Lumiére.

 

 

Dopo essere stato considerato per molto tempo un genere “minore” rispetto al film, nell’ultimo decennio il corto ha ripreso vigore, importanza e considerazione: molti cortometraggi famosi sono parte integrante dei grandi concorsi cinematografici – Berlino, Cannes, Venezia – e protagonisti di festival dedicati, sia a livello nazionale che internazionale, come il Festival di Clermont Ferrand in Francia, il più importante festival di cortometraggi al mondo.

 

In molti oggi considerano il cortometraggio
come una tappa quasi “obbligata”, un trampolino di lancio
capace di portare i bravi registi dall’anonimato
alle grandi sale cinematografiche: questo è in parte vero.

 

La capacità espressiva del cortometraggio, quella di sviluppare una trama in pochi minuti mantenendo lo spettatore incollato allo schermo, è come una palestra tecnico-stilistica in grado di esaltare gli aspiranti registi, aumentando la possibilità di essere apprezzati dal grande pubblico ma, soprattutto, dal grande cinema.


C’è più di un significato per la parola cortometraggio?

I cortometraggi spaziano dai classici generi cinematografici come commedia, azione, drammatico, horror, sperimentale, fino ad arrivare anche a video e spot pubblicitari. Per fare un esempio banale, l’associazione “cortometraggio – YouTube” non è del tutto erronea: tuttavia, a noi di Artex Film non interessano i prodotti che si trovano su YouTube perché non hanno nulla a che vedere con i cortometraggi cinematografici che utilizzano attori capaci, collaboratori e troupe formata da professionisti ed una qualità cinematografica.

Negli ultimi anni, grazie all’esplosione dei social media che tutti conosciamo, si sente molto parlare di storytelling applicato alle aziende ed ai business in generale; il web è ormai pieno di videomakers – alcuni molto bravi, altri non proprio – che si cimentano nel raccontare la storia, la filosofia e la mission di un brand attraverso le immagini: anche la pubblicità, su questo punto siamo d’accordo anche noi, è una forma d’arte ma preferiamo tenerla slegata dal significato, in senso stretto, del termine cortometraggio.

L’interpretazione allargata di corto, dunque, comprende anche le seguenti categorie: il documentario, lo spot, il videoclip, lo storytelling d’impresa, il promo-trailer.

 

Dove posso trovare cortometraggi da vedere, i cortometraggi migliori? Magari cortometraggi famosi?

Bella domanda. Attualmente, in Italia, il panorama dei cortometraggi non è ancora ben strutturato ma potete trovare una lista molto corposa visitando questi due siti:

www.ilcorto.eu/
www.mymovies.it/film/davedere/?genre=cortometraggi

Se vi interessa sapere quali cortometraggi distribuisce Artex FIlm, potete visitare la nostra pagina con la lista dei cortometraggi oppure, se volete inviarci i vostri lavori dovrete prima consultare la pagina dedicata al processo di selezione per la distribuzione dei cortometraggi e candidarvi ufficialmente.

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